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Preghiera a S. Carlo Magno Imperatore (di Dom Prosper Guéranger OSB).

Busto-reliquario di S. Carlo Magno (1350 ca.). Tesoro del Duomo di Aquisgrana.

 

PREAMBOLO (a cura della Redazione)

La menzione della festività di S. Carlo Magno Imperatore e Confessore, oggi scomparsa da ogni calendario liturgico, è in verità rimasta fino all’edizione originale francese della monumentale opera “Anno Liturgico” di Dom Prosper Guéranger (1805-1875): abate benedettino di Solesmes, oltre che celebre liturgista.

La canonizzazione del primo Sacro Imperatore Romano fu promossa con particolare decisione da Federico Barbarossa nel Natale del 1165; mentre la fissazione della solennità alla data del 28 gennaio, giorno della morte del sovrano carolingio, era stata propiziata nel 1215 da un altro Imperatore: suo nipote Federico II di Svevia.

Sebbene la festività sia stata liturgicamente rimossa, in quanto si è eccepito che essa fu istituita da un antipapa (Pasquale III), tuttavia neanche in età contemporanea vi è mai stato alcun Pontefice che abbia espresso palese contrarietà a codesta canonizzazione del primo Sacro Romano Imperatore. E del resto, nonostante tutto, la ricorrenza del 28 gennaio oggi raccoglie ancora parecchio culto e devozione: soprattutto ad Aquisgrana, a Praga, a Metten in Baviera e a Munster nel Cantone svizzero dei Grigioni.

In tali luoghi, in cui la liturgia del sovrano carolingio si è provvidenzialmente perpetuata, ininterrotta attraverso i secoli, la solennità prevede tanto la recita di un particolare Ufficio divino, quanto la celebrazione votiva di una Missa Solemnis Karoli Magni (Missa In virtute tua, ad Aquisgrana e Missa Os Iusti, a Praga).

Dom Prosper Guéranger, oltre ad accompagnare con proprie meditazioni ogni ricorrenza liturgica inserita nella suddetta sua opera, ha anche composto una vibrante preghiera, indirizzata appunto a S. Carlo Magno.

Ne vogliamo riproporre qui di seguito il testo, motivati dal fatto che ne riscontriamo la sua ancora piena e stringente attualità.

In tempi come quelli odierni, infatti, in cui l’Europa ha oramai definitivamente rinnegato e liquidato la propria gloriosa tradizione spirituale e culturale, mostrando ogni giorno di più le macerie del suo patologico ed antiumanistico sistema politico-economico; in tempi in cui la Chiesa romana stessa si è profanata nel meretricio con il saeculum; in tempi in cui l’insidia anticristica pare essersi alla fine palesata con così evidente e spudorata concretezza; ebbene, solo una rinnovata “identità europea”, memore del proprio passato e dei propri valori cristiani, potrà risorgere dalle ceneri ritrovando in S. Carlo Magno Imperatore e Confessore il suo legittimo padre, tutore e guida, nonché il più immediato ponte verso Cristo Re[1].

NOTA

[1] Il testo della preghiera compare pure in: AA.VV., Cristo è Re. La Regalitas quale archetipo della Chiesa Cattolica, Sodalitium Equitum Deiparae Miseris Succurrentis (a cura di), Ed. Cantagalli, Siena 2021, p. 27.

 

 PREGHIERA A S. CARLO MAGNO

Vi saluto, o Carlo, amato da Dio, apostolo di Cristo, difensore della Sua Chiesa, protettore della giustizia, custode del buon costume, terrore dei nemici del nome cristiano!

Il diadema macchiato dei Cesari – purificato dalle mani del Leone – poggia sulla vostra augusta fronte; il globo dell’Impero è custodito nelle vostre vigorose mani; la spada sempre vittoriosa nei vostri combattimenti per Nostro Signore è riposta nella vostra cintola, e sulla fronte è stato conferito il crisma dell’unzione regale dalle mani del Pontefice che vi ha consacrato, e ha confermato la vostra autorità. Come rappresentante della figura di Cristo nella Sua regalità temporale, avete desiderato che Egli regnasse in voi e attraverso di voi.

Ora Dio vi premia per l’amore che avevate per Lui, per lo zelo che avete dimostrato per la Sua gloria, per il rispetto e la fiducia che avete mostrato verso la Sua Sposa. In cambio di un regno terreno, transitorio e incerto, godete ora di un regno immortale dove tanti milioni di anime, che per vostra mano sono sfuggite all’idolatria, oggi vi onorano come lo strumento della loro salvezza.

“Durante i giorni della celebrazione della nascita di Nostro Signore per mezzo di Maria, avete offerto loro il grazioso tempio costruito in loro onore (la Basilica di Aix-la-Chapelle), ancora oggi oggetto della nostra ammirazione. Fu in questo luogo che le vostre pie mani hanno posto l’indumento indossato dal Suo neonato Divin Figlio. Come ricompensa, il Figlio di Dio ha voluto che le vostre ossa riposassero gloriosamente nello stesso luogo per ricevere la testimonianza della venerazione dei popoli.

O glorioso erede dei tre Re Magi d’Oriente, presentate le nostre anime a Colui che ha indossato quell’umile veste. ChiedeteGli di darci una parte della profonda umiltà con la quale vi siete inginocchiato davanti al Presepe, una parte di quella grande gioia che ha riempito il vostro cuore a Natale, una parte di quello zelo ardente che vi ha fatto compiere tante opere per la gloria del Bambino Gesù, e una parte di quella grande forza che non vi ha mai abbandonato nelle vostre conquiste per il suo Regno.

O potente Imperatore, ai vostri tempi siete stato arbitro di tutta la famiglia europea riunita sotto il vostro scettro, abbiate pietà di questa società che oggi sta per essere distrutta in ogni suo aspetto. Dopo oltre mille anni, l’Impero che la Chiesa ha riposto nelle vostre mani è crollato come un castigo per la sua infedeltà alla Chiesa che lo ha fondato. Le nazioni rimangono ancora oggi turbate e umiliate. Solo la Chiesa può riportare loro la vita attraverso la Fede, solo Lei continua ad essere la depositaria del diritto, solo Lei può legittimare il potente e benedire i sottomessi.

O Carlo Magno, vi supplichiamo di fare che quel giorno giunga presto, quando la società, ristabilita nelle sue fondamenta, cesserà di chiedere ordine e libertà per mezzo delle rivoluzioni. Proteggete con amore particolare l’Europa cattolica,* fiore splendido della vostra magnifica corona. Dimostratele di esserle ancora Re e padre. Ponete fine al falso progresso degli imperi infedeli del Nord che sono caduti nello scisma e nell’eresia, e non consentite ai popoli del Sacro Impero di cadere loro prigionieri.

Dom Prosper Guéranger  OSB

* Il testo originale, da noi adattato, alludeva in particolare alla Francia.

 

Il presente scritto è stato pubblicato sul seguente blog:

www.ideeazione.com  (28.01.23)