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Papa Leone XIII e l’Orazione a S. Michele Arcangelo (a cura della Redazione)

L’importanza di Papa Leone XIII (1810 – 1903), salito al soglio pontificio nel 1878, è da considerarsi fondamentale per i contenuti profetici legati al suo pontificato: contenuti che peraltro ne informano implicitamente l’intera attività pastorale anche laddove non risulti comunque espresso alcun immediato riferimento ad essi.

Di tale Pontefice, infatti, si è soliti rammentare più che altro l’impulso donato all’attuazione di un impegno maggiormente marcato della Chiesa in campo socio-politico; a tal proposito, la sua enciclica Rerum Novarum (15 maggio 1891) è indicata come la fondatrice della moderna dottrina sociale della Chiesa stessa.

In verità, nella Rerum Novarum Papa Leone XIII non solo esprime una condanna sia del socialismo che del capitalismo, ma riprende altresì una tematica a lui molto cara nonché già affrontata in altre ben due ulteriori precedenti encicliche, ossia la Humanum Genus (20 aprile 1884) e la Dall’alto dell’Apostolico Seggio (15 ottobre 1890). Tale tematica verrà da lui peraltro ribadita ulteriormente, di lì a poco, con la Inimica Vis (8 dicembre 1892): stiamo parlando della forte condanna – anche e soprattutto – della massoneria, da lui considerata una esiziale setta.

Tutto ciò ritrova una chiara motivazione nel fatto che, secondo le parole di Leone XIII, il supremo intendimento dei frammassoni è quello di «distruggere da capo a fondo tutto l’ordine religioso e sociale, qual fu creato dal Cristianesimo, e pigliando fondamenti e nome dal Naturalismo».

Il proposito della massoneria coincide quindi chiaramente con quello paventato nella famosa, e troppo spesso sottaciuta, visione mistico-profetica che sempre il medesimo Pontefice ebbe il 13 ottobre del 1884 (dunque, esattamente 33 anni prima dell’ultima apparizione di Fatima).

Egli asserì infatti di aver udito dopo la S. Messa mattutina una spaventosa conversazione, che egli comprese essere avvenuta tra Gesù Cristo e il demonio. Questi si vantò di poter distruggere la Chiesa Cattolica, a patto che gli fossero stati concessi 75 – 100 anni onde svolgere il suo piano. Il demonio domandò ancora il permesso di operare una grande influenza sopra coloro che si sarebbero offerti al suo servizio. A tali richieste, Nostro Signore Gesù Cristo rispose che gli avrebbe concesso tempo e potere per attuare ciò.

Turbato profondamente dall’evento, Papa Leone XIII compose allora immediatamente la seguente Orazione a San Michele, ordinando che essa venisse recitata al termine di tutte le Sante Messe come protezione per la Chiesa Cattolica dagli attacchi provenienti dall’Inferno.

«O glorioso Arcangelo San Michele, Principe dell’armata Celeste, sii Tu la nostra difesa nella terribile guerra che noi conduciamo contro i principati e le podestà, contro i regnanti di questo mondo di tenebre, di spiriti e di male. Giunga Tu in aiuto dell’uomo, il quale Iddio creò immortale, fatto nella Sua medesima immagine e somiglianza, e redense a sì gran prezzo dalla tirannia del diavolo.
Che Tu combatta in questo giorno la battaglia del Signore, assieme agli Angeli Santi, come già Tu combattesti la guida degli angeli superbi, Lucifero, e la sua armata apostatica, i quali furono impotenti onde poterti resistere, né fuvvi più per loro posto nel Cielo.
Quel crudele, quell’antico serpente, il quale è appellato diavolo o satana, il quale seduce il mondo intero, fu spedito negli abissi con i suoi angeli. Ecco, questo primevo nemico ed uccisore degli uomini ha acquisito coraggio. Trasformato in un angelo di luce egli vagabonda in giro assieme alla moltitudine di spiriti malvagi, invadendo la Terra di modo da offuscare il nome di Dio e del Suo Cristo, di modo da sequestrare, uccidere e spedire alla perdizione eterna le anime destinate alla corona della gloria eterna. Questo malvagio dragone rovescia, come il più impuro dei diluvi, il veleno della sua malizia sugli uomini di mente depravata e di cuore corrotto, lo spirito della menzogna, dell’empietà, della blasfemia ed il pestilenziale alito dell’impurità e di ogni vizio ed iniquità.
Questi sì astuti nemici hanno riempito ed inebriato con impudenza ed amarezza la Chiesa, la Sposa dell’immacolato Agnello, ed hanno posto empie mani sui suoi più sacri possedimenti. Nel luogo santo medesimo, nel quale è stata stabilita la Sede del beatissimo Pietro e la sedia della Verità per la luce del mondo, essi hanno innalzato il trono della loro abominevole empietà, con l’iniquo piano per il quale allorché il Pastore viene colpito le pecore siano disperse.
Che Tu salga, dunque, o invincibile Principe, che Tu voglia recare aiuto contro gli attacchi degli spiriti perduti al popolo di Dio, donando loro la vittoria. Essi venerano Te come il loro protettore e patrono; in Te la Santa Chiesa gloria la sua difesa contro il malizioso potere dell’Inferno; a Te ha Iddio affidato le anime degli uomini da stabilirsi nella Celeste beatitudine. Deh, che Tu voglia pregare al Dio della pace acciocché Egli ponga satana sotto i nostri piedi, talmente conquistato che egli non tenga più gli uomini in cattività e non nuoccia più la Chiesa. Che Tu offra le nostre orazioni dinnanzi all’Altissimo, cosicché esse siano velocemente conciliate con le pietà del Signore, e sconfiggendo il dragone, l’antico serpente, il quale è il diavolo e satana, che Tu lo renda ancora cattivo negli abissi, talché egli non seduca più le nazioni.

Ecco la Croce del Signore; siate disperse voi ostili potenze. Il Leone della tribù di Giuda ha conquistato, la radice di Davide. Voglia Tu lasciare che le Tue pietà siano su di noi, o Signore. In quanto noi abbiamo sperato in Te. O Signore, oda Tu la mia preghiera. Voglia Tu lasciare che il mio grido giunga a Te.

Preghiamo.
O Iddio, il Padre di Nostro Signore Gesù Cristo, noi invochiamo il Tuo Santo Nome e come supplicanti noi imploriamo la Tua clemenza, affinché mediante le intercessioni di Maria, sempre Vergine immacolata e nostra Madre, e del glorioso Arcangelo San Michele, Tu ci degni del Tuo aiuto contro satana e tutti gli altri spiriti immondi, i quali girovagano nel mondo per l’ingiuria della razza umana e la rovina delle anime. Amen
».

Emblematicamente, nel 1934 la sconvolgente orazione di Papa Leone XIII fu mutata senza spiegazioni. La frase chiave, quella che si riferiva all’apostasia proveniente dal “luogo santo nel quale la Sede di San Pietro fu stabilita per la luce del mondo”, venne rimossa. Intorno allo stesso periodo, dunque, l’uso dell’orazione originale a San Michele di Papa Leone XIII, dopo ciascuna Santa Messa, venne sostituita con una preghiera totalmente nuova nonché abbreviata.

Per concludere tali brevi osservazioni, va osservato infine che l’orazione originale di Papa Leone XIII calza precisamente anche con la famosa apparizione, e predizione, di nostra Signora di La Salette, Francia, del 1846: «Roma perderà la Fede e diverrà la sede dell’Anticristo…la Chiesa sarà eclissata».

Risulta pertanto evidente come lo scopo della massoneria coincida esattamente con quello del demonio, entrambi mirando alla distruzione del deposito della Fede Cattolica.

Compito della Cavalleria, dunque, è combattere l’una, perché così facendo si combatte l’altro.

Ad maiorem Dei gloriam