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S. Teresa di Lisieux (1873 – 1897)

 

«Sento la vocazione del guerriero, del sacerdote, dell’apostolo, del dottore, del martire; finalmente sento il bisogno, il desiderio di compiere per te, Gesù, tutte le opere più eroiche. Sento nell’anima mia il coraggio di un crociato, di uno zuavo pontificio, vorrei morire sopra un campo di battaglia per la difesa della Chiesa».

(Storia di un’anima – manoscritto B, parte b, n. 250)

 

«Nella vita del Beato Enrico Susone mi ha colpito un passo relativo alle penitenze corporali. Ne aveva fatte di orribili, che avevano rovinato la sua salute, quando gli apparve un angelo e gli disse di smettere, aggiungendo: ‘Finora tu hai combattuto come soldato semplice, adesso ti armerò cavaliere’. E fece comprendere al santo la superiorità del combattimento spirituale sulle mortificazioni della carne. Ebbene […], il buon Dio non mi ha voluta soldato semplice, sono stata subito armata cavaliere e sono partita in guerra contro me stessa nel campo spirituale, con l’abnegazione, i piccoli sacrifici nascosti; ho trovato la pace e l’umiltà in questo combattimento oscuro dove la natura non ha alcuna presa».

(Ultimi colloqui, il ‘Quaderno giallo’ di Madre Agnese: 3 agosto 1897, n. 5 – aggiunta che compare nei Novissima Verba)

 

«Durante l’orazione mi sono addormentata un attimo. Ho sognato che mancavano soldati per una guerra. Lei ha detto: Bisogna mandare Suor Teresa di Gesù Bambino. Ho risposto che avrei preferito volentieri che fosse per una guerra santa. Infine, sono partita lo stesso. Oh, no, non avrei avuto paura di andare in guerra. Per esempio, ai tempi delle crociate, con quale felicità sarei partita per combattere gli eretici. Su, non avrei avuto paura di buscarmi un proiettile!».

(Ultimi colloqui, il ‘Quaderno giallo’ di Madre Agnese: 4 agosto 1897, n.6)