
Francesco II d’Asburgo-Lorena (1768-1835), ultimo Imperatore del Sacro Romano Impero (ritratto di J. Kreutzinger, 1815)
Oggi la Trasfigurazione ci mostra Cristo nella duplice natura: divina e umana. Ironia della storia: proprio in questa data Francesco II seppelliva il Sacro Romano Impero, dissolvendo l’antico binomio che per secoli aveva respirato con due polmoni.
Da Costantino in poi, l’Occidente aveva riconosciuto ‘due soli’: il Pontefice che illuminava le coscienze, l’Imperatore che ordinava la città terrena. Due autorità distinte ma compenetrate, come anima e corpo. Con Vienna 1806, non cade solo una corona: si spezza una simmetria sacra.
Il trono vacante non fu mai veramente riempito. Gli Stati nazionali, le ideologie, i nuovi cesarismi tentarono di sostituire quell’autorità regale-sacerdotale, ma sempre amputandone la dimensione trascendente. Il potere divenuto orfano della sua legittimazione superiore si è ridotto a pura forza, mentre la fede veniva progressivamente relegata nel privato.
La Trasfigurazione ci ricorda che la luce divina non abbandona la materia. Ma da quel 6 agosto, il mondo imparò a camminare zoppicando.