
La Tradizione nell’Ora Presente: Scritti sull’Imperium (di Marzio del Monte)
“Verrà il tempo che avrà sete dell’Impero cristiano ed allora qualcuno dovrà aver conservato l’acqua ed il vino buoni”.
Sotto il segno di una solarità spirituale che non tramonta, si è svolto lo scorso sabato 7 febbraio, nella cornice vibrante del Caffè Letterario Horafelix di Roma, l’incontro dedicato alla presentazione dell’opera “Scritti sull’Imperium” di Cosmo Intini.
Non si è trattato di una semplice conferenza accademica, ma di una vera e propria testimonianza di quella Filosofia della Storia che scorge, oltre il velo delle contingenze politiche, la permanenza dell’Idea. In un’epoca di frammentazione e di oblio, l’autore ci richiama alla verticalità del simbolo imperiale, inteso non come dominio materiale, ma come ordinamento sacro e riflesso dell’Autorità dell’Unità divina nel mondo.
In questo video, potrete ripercorrere l’intero dialogo: un invito a farsi custodi di quella linfa che, sola, può dissetare l’anima dell’Europa e dell’uomo contemporaneo.
Cosa rappresenta oggi, per voi, l’idea di Imperium?
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Scritti sull’Imperium ad Horafelix (di Valerio Amico)
Sabato 7 febbraio, il Caffè Letterario Horafelix ha offerto al suo pubblico romano un evento davvero degno di interesse: la presentazione del saggio “Scritti sull’Imperium: per un ritorno all’Europa che verrà”, di Cosmo Intini, per i tipi di Solfanelli.
L’atmosfera, raccolta ma intensamente partecipe, ha favorito un dialogo che si è subito sottratto alle strette maglie della mera divulgazione culturale, per assumere il carattere di un vero momento di condivisione intellettuale e spirituale.
Non si è trattato di una semplice conferenza accademica, bensì di una testimonianza viva di quella Filosofia della Storia che scorge, oltre il velo delle contingenze politiche e delle cronache effimere, la permanenza dell’Idea di Imperium. Intini, dialogando con Antonietta Florio, ha guidato così il pubblico lungo un percorso di riscoperta del principio imperiale come archetipo metafisico e metastorico, sottraendolo alle deformazioni riduttive che lo confinano a una lettura esclusivamente materiale o ideologica, propria alla decadenza occidentale.
In un’epoca segnata dalla frammentazione del senso, dalla dissoluzione delle gerarchie e dall’oblio del simbolo, l’autore ci ha richiamati con forza alla verticalità dell’Imperium: non dominio, non sopraffazione, ma ordinamento sacro del cosmo umano, riflesso nel mondo dell’Autorità dell’Unità divina. L’Impero (funzione regale) in questa prospettiva, si configura insieme alla Chiesa (funzione sacerdotale) come axis mundi, come ponte tra il cielo e la terra, principio di misura e di armonia capace di dare forma e orientamento alla comunità storica.
La presentazione ha offerto così l’occasione per interrogarsi sul significato profondo della Tradizione e sul ruolo che essa può ancora esercitare come forza ordinatrice e vivificante, lontana tanto dal nostalgismo sterile quanto dalle derive moderniste. Scritti sull’Imperium si impone dunque come un’opera controcorrente, che invita il lettore a un atto di memoria verticale e a una rinnovata consapevolezza del sacro nella storia.
L’incontro si è concluso lasciando nei presenti la sensazione di aver partecipato non soltanto a un evento culturale, ma a un momento di autentico risveglio interiore, in cui la parola scritta e quella pronunciata hanno saputo farsi veicolo di una visione più alta e unificante del reale.
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Link video: https://www.youtube.com/watch?v=ArVAJkKgNHU